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Eppure l’Expo dedicata al cibo si muove contro lo spreco alimentare e lo fa con una convenzione appena firmata tra la società Expo 2015, la Fondazione Triulza e quella del Banco Alimentare. Un accordo per mettere a disposizione di chi ne ha bisogno il cibo in eccedenza, che sarà raccolto durante la notte e poi distribuito dai volontari alle mense dei più poveri, garantendo il rispetto delle norme igienico-sanitarie.
Chiedendo che anche i ristoratori facciano la loro parte, rimodulando le quantità di cibo acquistato e preparato. “Al fine di ridurre gli sprechi, su indicazione degli organizzatori, i ristoratori stanno mettendo a regime gli ordini in funzione dei flussi di visitatori previsti e stanno avviando le necessarie procedure per assicurare che il cibo in più venga destinato a chi lo necessita -, assicura l’ufficio stampa dell’Expo -. Già domenica 3 maggio è stata fatta una prima consegna ai Fratelli San Francesco di Gratosoglio: 200 chili di prodotti in eccedenza”.
Certo, la burocrazia non aiuta (un conto sono le eccedenze, perfettamente riutilizzabili, un conto gli scarti, che invece andranno per forza cestinati) e la logistica non è semplicissima, perché i volontari-rianimatori potranno intervenire con furgoni e altri mezzi solo durante la notte. E non sapranno fino all’ultimo quanto cibo quel giorno dovrà essere soccorso. La macchina è enorme, le variabili tante, “ma – conclude Lucchini – non possiamo certo pensare di rassegnarci allo spreco”. No, l’Expo dedicata al cibo proprio non può.
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