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Libro “Basta plastica” di Martin Dorey Aboca Edizioni

In redazione è arrivato un piccolo e interessante libro che in copertina riporta due cotton fioc incrociati e il titolo “Basta plastica“. Cosa possiamo fare per fare davvero la differenza è il sottotitolo del libro edizioni Aboca. L’autore è Martin Dorey surfista e camper-lover che vive in Cornovaglia e ha fondato l’organizzazione #2minutebeachclean che attraverso i social network ha coinvolto un numero crescente di persone in piccoli gesti rivoluzionari di civiltà.

In due minuti ciascuno di noi può fare la differenza: scegliendo di non utilizzare plastica o raccogliendo quella che gli capita a tiro. 

Semplice no?

“Quando fu inventata più di cento anni fa, la plastica fu presentata al mondo come materiale delle meraviglie. In effetti negli anni ha risolto moltissimi problemi. Ora, però ce ne sta ponendo uno del tutto nuovo: il suo smaltimento. Nel 2050 si stima che negli oceani ci sarà più plastica che pesci. Una minaccia concreta per la fauna marina e non solo. Le microplastiche ingerite dai pesci, infatti possono risalire la catena alimentare fino a noi. E’ vitale quindi risolvere il problema all’origine riducendo al minimo il suo consumo”.

Per approfondimenti: Nel Mar Mediterraneo un’isola di plastica  e La spedizione TARA nel Mediterraneo alla ricerca delle microplastiche

Cosa puoi fare subito

Il libro di Martin esorta continuamente a “fare” non si ferma ai dati inquietanti sulla plastica e i nostri mari, ognuno di noi ha almeno due minuti (!) e ciascuno può fare la differenza. Ovunque ti trovi: un parco, in strada, al mare, guardati intorno e raccogli plastica per due minuti. Sarai sorpreso della quantità raccolta in così poco tempo.

Però poi il cambiamento è anche nelle nostre azioni quotidiane, quelle che facciamo come cittadini o consumatori.

Il problema vero della plastica è che la utilizziamo come materiale usa e getta o per un breve lasso di tempo ma si tratta di un materiale immortale. Capite la follia? 

E collegandomi a quello di cui parlava anche Antonio solo pochi giorni fa – il paradosso del riciclo eccessivo – non è più abbastanza fare la raccolta differenziata. Dobbiamo drasticamente ridurre i nostri rifiuti, soprattutto la plastica, a monte. Non produrne attraverso le nostre scelte quotidiane.

Ecco in ordine decrescente le tipologie di rifiuti che vengono trovate dall’organizzazione #2minutebeachclean:

  • Microplastiche
  • Tappi di bottiglie
  • Pezzi di rete
  • Polistirolo
  • Pezzi di plastica dura
  • Bottigliette
  • Corda
  • Nurdle
  • Cannucce e posate di plastica
  • Cotton fioc
  • Lenza
  • Sacchetti di plastica
  • Salviette umidificate e assorbenti
  • Gommapiuma

Soluzioni? No bottiglie di plastica ma borracce, rifiutare le cannucce e utilizzare posate riutilizzabili, smettere di buttare cotton fioc, assorbenti, salviettine struccanti o umidificate nel water (!!!), portarsi dietro una borsa di stoffa e rifiutare quelle di plastica, rinunciare a tutti quei prodotti di bellezza come scrub e simili che contengono microplastiche che i filtri non riescono a trattenere, e molto altro, tutti.

Marianna Sansone

Giornalista, si occupa di contenuti e crede nell'importanza delle singole parole, delle "e" ed "a" finali, delle virgole e degli spazi. Mamma di Benedetta e Anna, ha fondato Econote nel 2008. La sua mail è marianna@econote.it

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