La domanda è meno sciocca di quanto possa sembrare. Dove si butta la ceramica?
Alle volte usiamo scodelle o vasi in ceramica, che si rompono o non ci piacciono più e desideriamo buttarli. Vogliamo subito essere chiari. La ceramica NON va nel vetro, come alcuni alle volte fanno, né tantomeno nella plastica e metalli.
Gli oggetti di ceramica rotti che vogliamo buttare vanno nell’indifferenziato. Lì infatti dobbiamo buttare le tazzine o i piatti o le tazze o i vasi di ceramica che si sono rotti, scheggiati e che vogliamo conferire nel mondo migliore. Come per la ceramica, anche la porcellana va nell’indifferenziata.
Ognuno di noi in casa ha tanti oggetti in ceramica: tazze, tazzine, piatti decorati e tanto altro. L’Italia è tra i maggiori produttori al mondo di ceramica, per non parlare della porcellana, che con Capodimonte raggiunge dei livelli di eccellenza assoluti.
Tutti gli oggetti di ceramica però, a un certo punto, verranno buttati. Ma la raccomandazione è non farlo mai nel vetro, come alcuni potrebbero pensare. La ceramica si butta nel bidone o nelle campane dell’indifferenziato.
Dopo aver compreso dove si butta la ceramica, potrebbe essere utile anche comprendere che la ceramica è appunto una definizione macro: al suo interno, a seconda del modo in cui sono lavorati, ci sono tanti tipi di oggetti in porcellana, argilla, gres, terracotta e molto altro ancora. Tutti nell’indifferenziato!
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Si va quindi dalla porcellana che è la produzione più pregiata e delicata, fino ai formati e alle lavorazioni più povere ed economiche. Tutte però vanno buttate nell’indifferenziato, perché nel vetro ci va SOLO il vetro, appunto.
Neanche il cristallo va nel vetro, ad esempio!
Attenzione infine a un altro errore molto comune, che poi in alcuni casi errore non è ma solo pressappochismo e voglia di fare i furbi. La ceramica ingombrante, o meglio gli oggetti in ceramica molto grandi da smaltire, come wc, bidet o altri pezzi del bagno, non vanno ovviamente buttati nel vetro e neanche nei cassonetti: vanno conferiti come materiali ingombranti, o col ritiro sotto casa o nell’isola ecologica. Per questi casi il consiglio è sempre di contattare il proprio comune per ricevere le corrette spiegazioni.
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