Acerra, l’inceneritore brucerà di tutto

Oggi aprirà l’inceneritore di Acerra. La forza ha vinto sulla ragione, le volontà politiche ed economiche sulla salute dei cittadini.

Da oggi l’inceneritore potrà bruciare i rifiuti, con tutto ciò che ne conseguirà per la salute dei cittadini, in barba a qualsiasi logica a lungo termine e a favore dell’ambiente.
E, come se non bastasse, oltre al danno c’è la beffa: secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Il Velino, nell’inceneritore “Sarà possibile conferire “rifiuti imballati e non imballati” e “ovunque stoccati” provenienti dagli impianti di selezione e trattamento previsti nel Dl 90 del 2008 – e cioè Caivano (NA), Tufino (NA), Giugliano (NA), Santa Maria Capua Vetere (CE), Avellino – località Pianodardine, Battipaglia (SA) e Casalduni (BN) – all’interno del termovalorizzatore di Acerra, “prescindendo dalla qualifica di destinazione già attribuita ai rifiuti stessi, prodotti dalla data di risoluzione dei contratti con le società ex affidatarie del servizio di gestione dei rifiuti in Campania”“.
Una ordinanza dell’ultimo secondo, che si trova anche sulla Gazzetta Ufficiale, e che suona come una ulteriore beffa per chi ha tanto lottato per la salute propria e della propria terra.
Tutto questo non servirà certo, come si legge nell’ordinanza, a “garantire il più efficace e proficuo esercizio del termovalorizzatore di Acerra, in relazione alla situazione emergenziale in essere nella regione Campania, con particolare riguardo agli aspetti connessi alla necessità di assicurare la migliore tutela della salute della popolazione e dell’ambiente”. Non può farlo perché bruciare i rifiuti fa male alla salute e gli inceneritori sono tecnologie obsolete e pericolose.
E ora, oltre al normale (?) lavoro dell’inceneritore, sarà possibile bruciare i rifiuti “a prescindere dallo stato di conservazione prodotti dalla data di risoluzione dei contratti con le società ex affidatarie“.
Insomma, si brucerà di tutto, comunque, facendo finta che sia per uscire fuori dall’emergenza, prendendoci in giro ancora una volta, uccidendoci a poco a poco, senza alcuna etica o morale.

(Il Velino, Gazzetta Ufficiale)