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Tour delle auto elettriche: il diario di bordo

Etoureurope: 9 tappe in 9 giorni nel cuore dell’Europa.

Abbiamo seguito questo fantastico tour a zero emissioni e adesso siamo pronti a scoprire come è andata grazie allo speciale diario di bordo del viaggio, redatto proprio per Econote.it da Alessandro Cantore e Leonardo Micco, team di Greenspider.

eTourEurope è il primo tour europeo di veicoli elettrici sulla la più lunga distanza complessiva; 4200 km in 9 paesi europei. Una flotta di 15 auto elettriche di diversi marchi internazionali è coinvolta lungo tutto il percorso, e circa un migliaio di mezzi elettrici partecipano a singole tappe. L’iniziativa mira a dimostrare le prestazioni dei veicoli elettrici moderni, ed aggregare interesse sulla riguardo necessità di vasta infrastruttura di ricarica, di interoperabilità tra operatori e istituzioni europee.

 

Il diario di Bordo

17 Maggio 2014. Ansia da prestazione

Forse, pensandoci bene, si poteva capire fin dall’inizio che NON sarebbe stata una passeggiata.

I preparativi della partenza del Tour sono laboriosi. L’elettromobilità appare una cosa per pochi (per non dire da duri, enormi connettori, cavi, caricatori, strumenti da portarsi dietro).

Insomma una cosa “da duri”, stavamo pensando, quando ecco che Annette e Marita, team al femminile tedesco, neutralizzano la nostra ansia da prestazione grazie a un provvidenziale caffè col connettore Type 2 a 400 Volts, mentre ricaricano la loro Zoe e tutta la carovana.

Prima “lessonlearned”: un buon caffè distensivo è sempre un buon modo di partire.

Ore 22.30

Debriefing:

Nei briefing di pianificazione con tedesca puntualità i team Olandesi e Svizzeri pianificano al minuto ogni metro della tappa, opportunamente approntando tavoli da biliardo o qualsiasi altro tipo di supporto in una centrale di controllo per astronavi, dando modo ai team francesi di contestare formalmente, mentre gli austrici contendono il primato delle stazioni alimentate a idroelettrico rispetto alle eoliche dei team olandesi, la nostra sintesi italiana è stata:

1) Ok, se ne riparla dopo un paio di weissBier, per allinearci.

Il countdown è sempre emozionante.

L’ancora di salvezza nel momento di panico del countdown è la Checklist (manco fossimo sullo Shuttle). In altre parole non si deve dimenticare la ista delle cose da dimenticare.

  • Roadbook? -compilato
  • Adattatori -Presi.
  • Navigatore1 – Impostato
  • Navigatore2- impostato
  • ChargeLocator? – ON
  • Batterie? 98%
  • Range?  “140 Km”
  • Berretto Greenspider?indossato

START!

…Ma dove cavolo hai messo le chiavi!?!??

18 Maggio

AVERE SEMPRE UN PIANO B (ma meglio anche C e D)
E’ ampiamente assodato che qualsiasi raffinata strategia, tanto più elaborata, è destinata ad essere disattesa. A questo è dovuto il successo dei sostenitori del “piano B”, quelli che hanno sempre un modo per dire che l’avevo previsto, ed hanno già una soluzione pronta.

Consapevoli dell’importanza dell’approccio strategica abbiamo pianificato al dettaglio le 4000m variabili, includendo intensità del traffico stimato,salite e discese del percorso, stile di guida, temperatura che influisce sul range disponibile della batteria, efficienza degli energiaharvester, numero di “plug” disponibili sulla stazione di ricarica, percentuale statistica di altro tipo, le raffiche di vento.

Ma poche miglia dalla destinazione è il famigerato “Roaming” a tenderci un agguato; si esaurisce il credito del navigatore e del telefono.  Google Map morto, senz’altro una delle situazione più critiche che possano capitare. Applet eTour bloccata. Stazione IKEA introvabile.

Ma dopo mirabolanti peripezie e indicazioni sbagliate si raggiunge la stazione Superveloce a 100KW, che è puntualmente fuori servizio.
Il piano B è dormire nei divani di Ikea.

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 Innovazione e Community

La città del future è anche tecnologia, ma essenzialmente comunità, condivisione, sostenibilità, rispetto per ciò che ci circonda. E’ questa la sensazione che abbiamo avuto nelle soste del nostro eTour. L’energia non si spreca. Si trasforma. Pensare ai raggi solari che arrivano su un grande tetto e si trasformano in energia cinetica, è oseremmo dire “eMotioning”. 

 

La sensazione di dover un attivo rivedere i nostro stili di vita, e trovare modi per condividere spazi, informazioni e magari contribuire a migliorare la qualità della vita nelle nostre città. Non più una forsennata corsa verso l’ignoto, ma un futuro più consapevole.

Un tempo si lottava per il fuoco. Più recentemente per il petrolio. Ora tutti sappiamo che l’energia è assume forme diverse. Ma l’esperienza “estrema”, del tour, in cui ogni giorno si deve tribolare per sfruttare poche tacche di energia vitale per arrivare a destinazione, insegna riconoscere e sfruttare le varie forme, e soprattutto a non sprecare.

Si lotta ad armi pari, dove tra i mezzo più efficienti, insieme alla spaziale Tesla e alle moderne Renault ZOE o BMW i3,  è il TWIKE,…dove l’uso combinato dei pedali ne estende l’autonomia a centinaia di chilometri alla media di 80 all’ora.

Ma la soddisfazione italiana è vedere la vecchia 126 degli anni 80 tenere testa alla Tesla Model-s.  

Tutti i team vogliono essere immortalati sui fondali suggestivi di questo tour, aggiungendo quel pizzico di imprevisto e imponderabilità.

 

Tecnologia, Partecipazione, Creatività, EUROPA

Il centro ESA (European Space Agency) di Nordwijck è una delle mete più tecnologiche.

Anche qui però l’elemento umano è sempre protagonista.

European Space Agency supporta Greenspider e eTourEurope per dimostrare le tecnologie satellitari di supporto alla mobilità, tracciamento delle flotte, la mappatura dei percorsi e delle stazioni.

L’Applet sviluppata da Greenspider per eTourEurope è basata sulla condivisione dei dati, un sistema cooperativo, in cui l’utente stesso può contribuire a costruire, per sfruttare le informazioni.

La tecnologia non è un fine ma un mezzo, per facilitare cooperazione e stimolare creatività.
eTour è anche aggregazione. Ci fa sentire cittadini europei,sfidare ed abbattere barriere. Ogni giorno per quanto possiamo.

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