Quanti di noi sono infastiditi dall’idea di dover condividere il proprio momento di relax con lucidi fluttuanti esserini, temendo costantemente di riportarsi a riva spiacevoli ustioni?
Il timore è più che fondato, in quanto stiamo assistendo ad una rapidissima crescita delle popolazioni di meduse e un aumento di numero tanto tangibile da iniziare a necessitare contromisure. Dietro l’infestante espansione ci sono i cambiamenti climatici e alcune pratiche umane, come la pesca sfrenata, che priva i mari dei principali predatori di meduse.
Il risultato è un ostacolo allo sviluppo delle attività costiere e l’aumento di pericolosità delle acque sovrappopolate.
Nell’intento di occuparsi della criticità e rispondere al problema, nasce Med-Jellyrisk, programma attivo in 10 località marine costiere del Mediterraneo tra Italia, Spagna, Malta e Tunisia. Il progetto vuole studiare il fenomeno dal punto di vista socio-economico, nonché di quantificare il danno per la salute e l’ambiente e ideare contromisure mitigative gestendo il sovrannumero di meduse.
Degli intenti di quest’ultimo punto fa parte l’installazione di particolari reti dalla maglia non troppo fitta, che impediscono il passaggio alle meduse ma possono essere attraversate dal resto della fauna marina grazie ad appositi canali nella parte bassa del modulo. Tali pannelli reticolati vengono posizionati lungo linea di riva, fissati sul fondo e adeguatamente sostenuti fino in cima tramite galleggianti, dimodoché si venga a creare una zona balneabile isolata da inopportune (e dolorose) visite gelatinose.
Non finiscono qui i rimedi e le idee per affrontare con consapevolezza la situazione; Med-Jellyrisk è costantemente al lavoro per studiare la realtà e proporre alternative costruttive.
Esatto, una bella scorpacciata di meduse è proprio quello che consigliano gli esperti di Med-Jellyrisk; ma non solo loro, basta guardare a culture diverse da quella occidentale per riscoprire la medusa come alimento ricco, diffuso e…perchè no, gustoso. Un’insalata di meduse permette di sfruttare il sovrannumero di questi celenterati per un duplice vantaggio: risorsa alimentare a basso costo da una parte e impatto ambientale positivo dall’altra.
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