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“La terra non è mai sporca” – Carola Benedetto e Luciana Ciliento

Dalla terra abbiamo, tutti, tanto da imparare. Provate a leggere “La terra non è mai sporca”, un libro da poco uscito per add editore, così ricco di spunti interessanti, per capire cosa intendo.

Le autrici sono Carola Benedetto e Luciana Ciliento, che hanno curato la pubblicazione raccogliendo i racconti di numerosi personaggi, interrogandoli soprattutto sul loro rapporto con la terra. E sono idee e prospettive così diverse, che vanno a completarsi in una lettura che si fa via via più appassionante e rivoluzionaria.

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Come anticipano le curatrici nell’introduzione, il libro nasce in viaggio, infatti per realizzarlo hanno raggiunto e incontrato personalità diverse in vari luoghi d’Italia e d’Europa. “La terra non è mai sporca si è costruito da solo, come se avesse una sua voce. Noi ci siamo messe in ascolto, abbiamo lasciato che la terra ci parlasse“, scrivono le curatrici nell’introduzione al volume. E l’impressione che si ha è proprio questa, che un’idea generale di decrescita pervada anche la realizzazione del volume, che per come è stato scritto sembra avere avuto una gestazione lenta, stratificata, che ha permesso di approfondire e curare le varie interviste.

Noi siamo viaggiatrici incallite e quando è stato possibile abbiamo raggiunto le persone nel loro ambiente, tra Francia, Svizzera, Olanda e Italia, scegliendo un giardino, un sentiero di mezza montagna, le sponde di un fiume, un parco fra le vestigia romane o un orto urbano nel cuore di Amsterdam” continuano le autrici “Percorrendo la terra per raggiungerli, si creava un tempo fertile per mettersi in ascolto, per pensare, per riempirsi gli occhi di paesaggi, di albe e di tramonti, e per godere dei profumi della terra nelle diverse stagioni“.

Scrittori, musicisti, artisti, agricoltori, politici, tutti interrogati sulla loro idea di terra. Sì, perché “la terra è di tutti”, lo dice Pierre Rabhi nel primo intervento. E questo ritorno alla terra è auspicato, sentito, in alcuni casi fonte di ispirazione continua.

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Sono davvero tanti i contributi raccolti, figli di un paziente e ordinato lavoro di ricerca e approfondimento: Pierre Rabhicontadino-poeta e padre dell’agro-ecologiaPaolo Marinagronomo e referente tecnico di progetti agricoli penitenziari del Dip. Amm. Penitenziaria Ministero della GiustiziaRoberto Moncalvopresidente ColdirettiSvamini Hamsananda Ghiri, monaca, vice-presidente Unione Induista Italiana; Ma Uma Shakti Ghirimonaca; Nahal Tajadod, scrittriceJorge Bakker, land artistSveva Sagramola, conduttrice televisivaAndrea Loreni,  funambolo zen; Alexander Vilenkin, cosmologo quantisticoDaniele Nardi, alpinistaEugenio in Via Di Gioiagruppo musicale indieJadav Payengattivista ambientalistaBeppe TentiesploratoreTiziano Guardini, stilistaGiuseppe Verdicompositore;
Michelangelo PistolettoartistaMaria Teresa Pisani, Capo del Programma Commercio SostenibilePaola DedaPresidente della Sezione Forestale dell’UNECECatriona Patterson, Creative Carbon Scotland.

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Leggendo il volume, in automatico viene da sottolineare così tanti passaggi, contenuti nei saggi che compongono questo libro che parla di terra, di natura e di amore. Illuminanti, ad esempio, le parole di Pierre Rabhi. Da tenere a mente la citazione dell’antica leggenda africana del colibrì. La conoscete? Nella foresta un giorno scoppia un incendio, tutti gli animali scappano lontano, sulle montagne, anche quelli più coraggiosi. Solo un colibrì piccolissimo, con le sue ali veloci e il becco minuscolo, si dirige verso il lago e prende una goccia d’acqua. Poi, rapidamente, si dirige verso il fumo nero e lascia cadere la goccia sulla foresta devastata dalle fiamme. Il leone, stupito, gli chiede: “Ma cosa pensi di poter fare con una sola goccia? Non riuscirai a spegnere l’incendio”. Lui, senza fermarsi, risponde: “forse non ce la farò, ma intanto faccio la mia parte”.

Continuando nella lettura, troviamo le altre prospettive, con gli altri autori che, con sensibilità e idee diverse chiamati a raccontare la loro idea di “terra”,  creano alla fine un “orto di racconti” completo e variegato, che ci fa capire quanto sia importante il ritorno ad essa.

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Il presidente Coldiretti Roberto Moncalvo si sofferma sull’importanza di una agricoltura sostenibile, perché “la terra è di chi verrà dopo”, in un racconto che mescola biografia e riflessioni economiche, politiche e sociali. Svamini Hamsananda Ghiri dell’Unione Induista Italiana ha offerto la citazione che poi ha dato il titolo al volume: “La terra non è mai sporca, siamo noi che la sporchiamo con i nostri pensieri”.

Il libro spazia, perché di terra non si può parlare in modo univoco. E così la conduttrice Sveva Sagramola racconta viaggi, rapporti con le persone, la sua trasmissione Geo&Geo che le ha permesso di vivere esperienze incredibili, in Africa, Asia, Sudamerica; mentre l’artista Michelangelo Pistoletto ovviamente racconta il suo modo di intendere l’arte e la terra: “Io non trovo pace in un ambiente naturale fine a se stesso, io trovo pace nel rapporto tra la terra e la mia capacità di intenderla“. Sì, perché l’artista ha i piedi per terra e la testa per aria. Ancora: Paolo Marin descrive la sua esperienza di agricoltura nelle carceri,  Tiziano Guardini il suo rapporto con la terra e la sostenibilità, essendo lui un stilista ecologista e cruelty-free. Invece Beppe Tenti è un viaggiatore, che quindi il mondo l’ha calpestato più e più volte, la Terra l’ha vissuta a fondo, a pieno. Tutti i nomi e le persone che sono intervenute meritano una citazione, anche se alcuni dei personaggi sono davvero mitici, come Jadav PayengThe Forest man of India, che per quasi quarant’anni ha curato e piantato alberi, trasformando una striscia di sabbiamo in una fitta foresta sull’isola di Majuli. Un eroe, insomma.

La sensazione che si ha, una volta chiuso il volume, è di volerlo subito riaprire e consultare, per cogliere qualcosa di nuovo nelle pieghe delle pagine, che in fondo sono un po’ le pieghe della terra.

Un libro sorprendente perché è semplice e naturale, come un pezzo di terra incolta che è stata arata dai vari intervistati, che sono persone speciali, che sanno prendersene cura. Ma noi non dobbiamo essere da meno, e dobbiamo agire, soprattutto: “La terra non è mai sporca”, ma non dobbiamo lasciarla morire.

 


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