Bottiglie_vetro

USIAMO E RICICLIAMO IL VETRO, MATERIALE AMICO

di Guido Caridei

Il vetro è un materiale speciale.

Mantiene inalterate per anni le proprietà organolettiche di alimenti quali birra, acqua, conserve, alcolici, aceto, passate, latte. Pensiamo cosa sarebbe l’industria vinicola italiana se mancasse il vetro dove far invecchiare il prodotto!!!

cantina

 

Il vetro è anche riciclabile al 100% e all’infinito. Ad ogni riciclo il materiale viene lavato, rifuso e riformato, dando vita ad un nuovo contenitore in vetro,  idoneo a sua volta a conservare bevande e cibi.

È quindi molto più sicuro ed ecologico della plastica che invece nel tempo rilascia sostanze nei cibi e comunque è riciclabile poche volte, così alla fine va comunque bruciata o messa in discarica.

Il vetro ha il difetto di non essere biodegradabile. Se lo abbandono nell’ambiente, non si trasformerà mai in sabbia, materiale da cui si è originato la prima volta . Ne faccio esperienza quando su una spiaggia trovo pezzetti di vetro che rimarranno lì “per sempre”, al massimo un po’ smussati dalle onde. Ma per evitare questo problema basta appunto differenziare il vetro.

A volte ci ricordiamo di separare solo carta e plastica. Prestiamo attenzione anche a vetro e metalli! Ed eviteremo che da qualche parte nasca una nuova cava di silice o di bauxite!

 

Dove va a finire il vetro che separiamo ?

In Italia ci sono decine di vetrerie storiche. Il vetro è un materiale antico di 5.000 anni e le fabbriche di produzione ci sono sempre state. Già in epoca romana, poi, si riciclavano i rottami di vetro. E oggi le vetrerie lavorano prendendo sempre più vetro usato e sempre meno materiale di cava. Per questo in Italia abbiamo anche venti centri di trattamento che lavano il vetro differenziato, lo separano da eventuali materiali estranei finiti nella raccolta e poi lo inviano in fonderia.

Camp e Laz

I Centri di trattamento   e le Vetrerie –    in Campania e Lazio (da www.coreve.it). Grazie alla nostra raccolta, nella rete di impianti italiani viene riciclato il 71% del vetro immesso al consumo

 

Il vetro separato ha perciò un recapito sicuro. Non si può dire lo stesso per i rifiuti indifferenziati che in questi giorni a Roma vengono raccolti lentamente, mentre si cercano impianti disponibili fuori i confini della Regione Lazio. In questa situazione, perciò, separare i rifiuti aiuta anche a ridurre i cumuli di rifiuti in strada o ad evitare che la stessa situazione capiti, in un futuro prossimo, anche nella regione dove viviamo noi.

Foto da Repubblica Roma 31 maggio 2018

Roma. Foto da Repubblica Roma 31 maggio 2018

I BENEFICI DEL RICICLO DEL VETRO NEL 2016

Il Consorzio Nazionale COREVE – che sovrintende alla filiera del riciclo su base nazionale – comunica i seguenti risultati ambientali ed economici:

  • RICAVI DEI COMUNI

nel 2016 CoReVe ha corrisposto direttamente ai Comuni italiani per la raccolta differenziata del vetro circa 67,5 milioni di euro;

 

  • RISPARMIO SMALTIMENTO IN DISCARICA

la raccolta differenziata ha evitato agli italiani costi per lo smaltimento in discarica per quasi 198 milioni di euro;

 

  • RISPARMIO DI MATERIE PRIME

la quantità di materie prime risparmiata nel 2016 è di circa 3.165.000 tonnellate, pari ad una collina di dimensione 1,5 volte il Colosseo;

 

  • RISPARMIO DI ENERGIA

il risparmio di energia diretto e indiretto è stato stimato in circa 332 milioni di metri cubi di gas, pari a circa i consumi di gas della città di Genova;

 

  • MINOR EMISSIONE DI CO2

attraverso il riciclo si è ridotta l’emissione in atmosfera di 1.953.000 tonnellate di CO2, pari a quanto assorbito da una foresta di dimensioni pari alla regione Puglia.

 

E il vuoto a rendere?

Incassando dalla cessione del vetro e risparmiando sui costi di discarica, i Comuni hanno compensato parte dei costi della differenziata spinta (automezzi, carburante, ecc.). Di conseguenza abbiamo collettivamente pagato una Tariffa RIfiuti più bassa. La normativa obbliga infatti il Comune a coprire con le “cartelle TARI” il costo complessivo del servizio. [1]

Insomma, ogni volta che inseriamo una bottiglia nella campana del vetro ci entra qualche soldino in tasca, perché così diminuisce il monte totale dei costi da ripartire sulle cartelle TARI di tutti i concittadini.

Il “vuoto a rendere” è un altro meccanismo premiale che prevede la restituzione di una cauzione quando si consegna un contenitore di vetro ad un esercente. Qui il premio è diretto e individuale e perciò i cittadini chiedono spesso la reintroduzione di questa pratica. Il vetro raccolto viene poi lavato, sterilizzato e riutilizzato, senza rifonderlo. I vantaggi ambientali del riutilizzo sono perfino maggiori rispetto al riciclo.

Nel 2017 il Ministero dell’Ambiente ha emanato un regolamento per la sperimentazione del vuoto a rendere per le bottiglie di birra e acqua minerale presi al bar, al ristorante e in albergo. La sperimentazione fornirà indicazioni per gestire a regime il sistema.

 

Cosa va nella raccolta differenziata del vetro?

“Bottiglia e vasetto binomio perfetto” recita una fortunata campagna del CoReVe.

Tramite il Comune consegniamo a questo consorzio gli imballaggi in vetro, ovvero i contenitori che sono arrivati in casa nostra per trasportare e conservare una merce (bevande, sottoli, ecc.). Basta fare un rapido risciacquo del contenitore e riporlo nella campana, nel bidone o nel sacco secondo le indicazioni del nostro comune.

 

ATTENZIONE!   Lastre e oggetti ingombranti di vetro, lampadine, vetro pirex e bicchieri NON vanno nella raccolta del vetro comune, per un duplice motivo:

1) non sono imballaggi – infatti li abbiamo acquistati “vuoti” – quindi il riciclo è effettuato da soggetti diversi dal CoReVe;

2) contengono sostanze estranee che rendono fragile e inutilizzabile il vetro riciclato. Pensiamo ai bicchieri in “cristallo” e al piombo o alle lastre contenenti “cristallo” e armature di ferro.

Questi oggetti, perciò, portiamoli ai centri di raccolta comunali, oppure chiediamo il prelievo a domicilio previsto nella maggioranza dei comuni. È inutile comunque appoggiare le lastre alle campane, ne favoriamo solo la rottura e la dispersione dei frammenti.

Anche la ceramica crea danni seri al riciclo del vetro. Perciò se dobbiamo gettare piatti, soprammobili o contenitori in ceramica (ad es. dopobarba), dobbiamo portarli ai centri di raccolta comunali autorizzati a raccogliere rifiuti inerti. Verranno frantumati e riutilizzati in edilizia!

Se poi abbiamo quantità minime di materiale (ad es. un singolo piatto o un singolo bicchiere), e non abbiamo programmato a breve un viaggio al centro di raccolta, possiamo eventualmente gettarle nei rifiuti misti.

Difetto da ceramica. Fonte COREVE

Foto da coreve.it

 

Il vetro, materiale di pace.

Il vetro si produce a partire da sabbia di quarzo (silice), soda, carbonati di calcio e magnesio, feldspati (silicati), minerali comunissimi in natura. Silice e silicati compongono il 60% circa della crosta terrestre, mentre i composti di calcio e magnesio il 10%. Si prelevano un po’ ovunque, dalle rocce montane alle sabbie di fiume. Pertanto nella storia non si conoscono conflitti per il possesso di silice e di conseguenza per il vetro, mentre per l’approvvigionamento del petrolio (e della plastica) si realizzano guerre, regimi dittatoriali, tensioni politiche ed economiche, senza contare l’impatto ambientale di trivelle e raffinerie.

Semmai la tutela del suolo ci impone di limitare il numero di cave per produrre vetro. E ciò è possibile, perché nel processo di produzione si può usare come materia prima fino al 90% di materiale riciclato.

Quando beviamo una birra seduti in strada, abbiamo in affido un pezzo di paesaggio.

Se gettiamo la bottiglia nel cassonetto dei rifiuti misti o addirittura la lasciamo sul gradino, allora prima o poi finirà in fondo al mare o nel terreno (in discarica) oppure nelle scorie di un inceneritore. E, da qualche parte non lontano da noi, una cava di sabbia continuerà a stravolgere un fiume o un monte, per rimpiazzare la materia prima che noi abbiamo incautamente gettato.

Se riponiamo la bottiglia nel contenitore della raccolta differenziata, essa rientra nel ciclo produttivo e potrà essere utilizzata per contenere mille altre bevande, perfino dai figli dei nostri figli. Alimenterà il settore virtuoso delle vetrerie. Nel tempo si sposterà forza lavoro dal settore cave al settore riciclo, ed avremo lavoro finalizzato al bene comune.

Con piccoli gesti determiniamo il futuro che vogliamo!

cava e bottiglie

bottiglie di vetro abbandonate in strada ad Arezzo producono l’allargamento di una cava come quella sarda di feldspati in figura (Foto lanazione.it e viterbonews24.it)

riciclaggio_vetro bis

Differenziare il vetro gli dà una nuova vita

[1] Cfr. il cosiddetto “Testo Unico Ambiente”, D.Lgs. n.152 del 2006, art. 238 “Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani”


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *