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Maker Faire Rome 2018 – Le novità sull’economia circolare (e non solo!) presentate alla fiera dell’innovazione di Roma

Quelli che un tempo erano definiti inventori, ricercatori, sperimentatori, in alcuni casi anche scienziati pazzi, oggi vengono accomunati da un’etichetta comune, futuristica e intellegibile: makers. Sono tutti coloro che fanno fare balzi al progresso tecnologico della civiltà e da diversi anni hanno l’opportunità di svelare al pubblico il frutto delle loro creazioni alla Maker Faire Rome, la fiera dell’innovazione giunta quest’anno alla sesta edizione.

 

Accanto ai makers, promuovono le loro idee di innovazione in ambito tecnologico centri di ricerca, università, aziende e imprese con l’obiettivo comune di diffondere le loro scoperte. Non si può non notare la presenza del mega-stand di Eni, azienda leader nel settore energetico, che ancora una volta ha scelto di presenziare accanto ai makers per far sentire forte al pubblico la presenza di un’azienda che vuole contribuire a trasformare il mondo con le sue proposte e con uno sguardo attento quanto ottimistico al futuro.

 

Maker Faire Rome: innovazioni al servizio dell’economia circolare

 

Non a caso, Eni si trovava al centro del padiglione della Maker Faire Rome dedicato all’economia circolare, ovvero quello che raccoglieva tutte quelle rivoluzionarie idee sulla sostenibilità, sul riciclo, sulla bioeconomy e sulla green energy che favoriscono un modello economico non lineare, immaginabile come un sistema pensato per potersi rigenerare da solo.

Tra droni e intelligenze artificiali, chicche del design e protesi biomediche, fare una lista di tutti i panel e gli incontri che si sono susseguiti in questa tre-giorni è pressoché impossibile, ma vorremmo puntare l’attenzione sulle più interessanti tecnologie sostenibili che favoriscono l’economia circolare.

 

Eni: anche uno scarto può diventare energia

 

Per Eni, l’economia circolare è un ciclo di pratiche virtuose in cui gli attori protagonisti sono al contempo le imprese e i clienti. Ecco perché le nuove sfide che Eni si propone sono:

1) trasformare le raffinerie in bio-raffinerie che attraverso la tecnologia ecofining possono trasformare gli oli esausti da cucina in bio-carburanti di qualità;

2) installare impianti per trasformare il FORSU (acronimo che sta per Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani) attraverso la tecnologia “waste to fuel”;

3) incrementare il riciclo dei polimeri per ottenere pannelli in polistirene da piatti, bicchieri, posate e tutte le plastiche che usiamo nel quotidiano.

Tutto ciò non sarebbe però possibile senza la partecipazione attiva dei clienti e il loro impegno a differenziare correttamente i rifiuti. La dicotomia consumatore/impresa sparisce se ci consideriamo tutti dei trasformatori del prodotto che può vivere lunghi cicli se opportunamente trasformato.

 

Captor: insieme contro il buco dell’ozono

 

Matteo Pignataro è l’ideatore di un progetto che combina citizen science, reti di collaborazione e attivismo ambientalista. L’idea di fondo è il monitoraggio dell’inquinamento da azoto sociale attraverso sensori a basso costo, open source e ad alta precisione, con il supporto dei cittadini stessi che si fanno carico della loro manutenzione. Al momento il progetto è in fase sperimentale nella Catalogna, in Austria e nella Valle del Po, e siamo molto curiosi di conoscere i primi dati.

 

Hyperion: un nuovo modo per vivere l’energia del Sole

 

Hyperion propone un sistema di gestione e accumulo dell’energia fotovoltaica in grado di passare in modo dinamico dal funzionamento con la rete a quello off grid. Questi passaggi possono avvenire automaticamente tramite logica interna oppure possono essere direttamente gestiti dall’utente. In poche parole il management domestico del proprio impianto fotovoltaico diventa sempre più intuitivo e user-friendly.

 

Paper.o: la vera casa della carta

 

Una piccola e pratica macchina permette di riciclare il rifiuto cartaceo nel proprio ambiente domestico. In questo modo tutto il processo di riciclo rende il consumatore più consapevole e coinvolto. E poi volete mettere la soddisfazione di aver prodotto da soli gli A4 per la propria stampante?

 

Biomattoni Modulari: una casa bio è possibile

 

Si tratta di ecoblocchi modulari in paglia, argilla e calce idraulica, costituiti da materiali rinnovabili e riciclabili che in caso di dismissioni sono addirittura biodegradabili. Una risposta concreta all’esigenza di case sane ed economiche, che abbiano comunque una buona qualità costruttiva.

 

Vytreum e Microglass: la bioedilizia circolare

 

Reco2 propone prodotti e soluzioni per la bioedilizia, che recuperano e trasformano vari tipi di materiali di scarto (pfu, vetro, metalli e arti materiali inerti) attraverso un processo produttivo che sfrutta temperature inferiori ai 100°, riducendo sia i costi di produzione che le emissioni di CO2. In particolare il Vytreum è utilizzato per la pavimentazione dell’arredo urbano, mentre il microglass per l’isolamento termoacustico.

 

Wisepower: monitorare senza consumare

 

Generatori di energia per i dispositivi mobili alimentati dall’energia dell’ambiente. In particolare il wisesensing per ponti e viadotti è alimentato da vibrazioni e luce, consentendo il monitoraggio delle strutture e individuando i danni prima che diventino pericolosi. Il wisesensing per l’alta tensione, alimentato da vibrazioni e campo magnetico, consente un monitoraggio continuo e qualitativo delle linee senza necessitare di cablaggi.

 

Spirulina: il superalimento del futuro

 

Forse ne avete già sentito parlare. Si tratta di un’alga di acqua dolce, indicata dalla FAO come cibo del futuro, ma già utilizzata dalla NASA e dall’ESA per integrare la nutrizione degli astronauti. La ricetta proposta da Spireat ha un sapore che ricorda i semi di zucca e, oltre ad essere uno dei cibi più completi offerto dalla natura (10 grammi di spirulina sostituiscono 30 grammi di carne con tutti gli amminoacidi essenziali), la sua produzione ha impatto zero sull’ambiente: basti pensare che si consuma 1/50esimo dell’acqua usata per le proteine di origine animale.

Queste sono alcune delle più brillanti proposte presentate alla Maker Faire Rome a favore di un’economia che riduce progressivamente il ricorso alle risorse non rinnovabili: esempi concreti di come il passaggio graduale verso un modello circolare possa favorire il conseguimento degli obiettivi fissati nel 2015 dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

 

In collaborazione con Eni

 

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