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Mi ritengo ecologista, ma consumo troppa plastica

Io e mia moglie siamo quelli che possono definirsi consumatori consapevoli, o per lo meno più attenti della media. Attenti a quello che compriamo, attenti alla filiera corta, al km Zero, al packaging sostenibile. Insomma, ci impegniamo per quanto possiamo – lei di più – per avere un’impronta leggera sul pianeta, per evitare gli sprechi, produrre meno rifiuti.

Eppure… eppure devo constatare, essendo io l’Addetto all’immondizia in famiglia (raccolta, impacchettamento e consegna nei cassonetti, servizio completo), che ne produciamo tantissima, soprattutto plastica. Quasi ogni paio di sere ci sarebbe un sacchetto di imballaggi – vasetti, flaconi, vaschette – da portare giù in campana. Nonostante tutte le nostre attenzioni. Immagino nelle famiglie numerose, dove per forza di cose si fa meno attenzione ai consumi, quanta ne venga accumulata. 


Produciamo tonnellate di plastica, montagne di plastica, la troviamo ovunque, nei mari di tutto il mondo, sulle spiagge, negli stomaci dei pesci delle profondità oceaniche, in quelle degli uccelli che su quei mari si posano, nelle riserve naturali, nelle zone più verdi e incontaminate del pianeta. 


C’è bisogno di un’inversione di tendenza. Non so bene come, ma credo che così non si possa continuare.


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