Articolo aggiornato il 15 Gennaio 2026
Nei meandri del mondo dell’autopubblicazione, quasi selvaggio e spesso deludente, tra Amazon publishing e altre piattaforme, capita alle volte di imbattersi in qualcosa che prova a essere, con coraggio, innovativo. Mescolando carta e dati, intelligenza artificiale e utopie futuristiche. Con EarthBorn Boy di Yuri Nativik siamo dalle parti del Solarpunk – il sottotitolo è, appunto, un Racconto Solarpunk – che per chi non lo sapesse è un movimento culturale e artistico che promuove una visione ottimista e progressista del futuro, con attenzione verso le energie rinnovabili e le tecnologie sostenibili. Genere letterario opposto al cyberpunk, ne rovescia i principi di base, in particolare la visione post apocalittica del futuro.
Infatti nel mondo tracciato da Nativik il progresso non è stato senza controllo, non ha comportato la distruzione della natura e del mondo. Anzi.

Il protagonista è Lukas, che ha 17 anni e vive in “un’epoca di luce e ingegno. Un’epoca in cui l’umanità ha saputo costruire una società sostenibile, dove la tecnologia più avanzata convive con il maestoso silenzio della natura”.
La neve è ovunque, lui si trova in un piccolo paesino americano dove l’autosostentamento e il “ritorno alla natura” ha permesso una crescita moderata ma sostenibile. Lui vive la sua vita emozionante, quella di un 17enne che scopre e esplora il mondo coi suoi amici di sempre, finché un evento drammatico e improvviso non lo strappa alla sua routine, consegnandogli le chiavi per aprire nuove porte, esplorare nuove ed esplorate strade nella neve. Con una slitta malandata rimessa in moto grazie all’aiuto degli amici, percorrerà 500 km alla ricerca di risposte, sul suo passato e probabilmente sul suo futuro.

La storia raccontata da Yuri Nativik è molto accattivante. L’autore ci catapulta in un mondo fatto di neve, aurore boreali, alberi immensi ma anche diavolerie tecnologiche sostenibili. Ci vuole davvero molta creatività e una grande passione a immaginare tutto questo.
Addirittura, le prime pagine sono semplicemente dispacci e note che spiegano come sia il mondo immaginato dall’autore: si tratta di documenti del novembre 1979 che spiegano come si comportò il mondo post evento solare (Big One). Il cataclisma ha portato la maggior parte delle persone a spostarsi dalle aree metropolitani alle zone rurali e a quelle boreali e montane, soprattutto per accesso all’acqua e produzione alimentare. Da lì, il mondo è ripartito, con la consapevolezza che “il modello centralizzato precedente non risulta più recuperabile”.
In questo mondo alternativo brillantemente costruito dall’autore, si muove il ribelle e malinconico Lukas, il protagonista di Earthborn Boy. È un ragazzo di sani principi e coraggioso, cresciuto con la madre, amante della natura, curioso e genuino.
Nei capitoli di Earthborn Boy il ragazzo imparerà a confrontarsi con le sue paure, incontrerà incredibili figure sul suo cammino – addirittura un orso-robot – e resterà in contatto coi suoi amici di una vita, su tutti Anya e Marja.
Vivrà un’incredibile avventura in questo che è solo il primo volume di una trilogia solarpunk che ha molto da dire, e che per certi versi è unica. Alcuni capitoli sono davvero “magici”, per certi versi, perché riescono a catapultare il lettore in un mondo che per certi versi è simile al nostro, ma anche totalmente alternativo. Un mondo che non trascura la natura e gli animali, pur essendo estremamente futuristico. Un mondo, che ha trovato insomma un equilibrio tra crescita umana sostenibile e progresso fine a sé stesso.
Il libro, inoltre, risulta innovativo anche per la sua impostazione: ha una gigantesca appendice online, un sito web e una app che permettono di esplorare in modo infinito il mondo di Earthborn Boy. Infatti, come precisato dall’autore e come abbiamo con curiosità provato, “L’universo narrativo prosegue online con archivi, documenti tecnici, mappe interattive e racconti paralleli che ampliano la storia. Potrai esplorare le invenzioni dell’era post-collasso, scoprire i personaggi secondari, leggere i diari, i manuali Artax e le cronache che hanno creato questo mondo.”

Insomma, c’è tanta, forse troppa carne a cuocere ma il piatto risulta gustoso, come una bistecca di alce americano proveniente da un futuro biosostenibile. Complimenti all’autore per aver creato questo originale ibrido tra romanzo, app e videogioco.
Un piccolo appunto, da fare, a una scrittura che a tratti indugia troppo su particolari ridondanti, avvolgendosi su se stessa, e che in alcuni capitoli – probabilmente per questioni di impaginazione – va un po’ troppo e inutilmente a capo, con qualche refuso di troppo, che in ogni caso non rovinano affatto la lettura.
Restiamo in attesa con curiosità e interesse dei successivi volumi. Ce la farà Lukas, il ragazzo di questo futuro alternativo, a ritrovare il suo passato e se stesso?
Qui è possibile vivere il mondo contenuto nel libro e dialogare con Lukas, il protagonista di Earthborn Boy. Un’esperienza narrativa immersiva che unisce letteratura e intelligenza artificiale in un mondo solarpunk



