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Cucina solare. Ne avevamo parlato l’estate scorsa, riprendiamo ora il discorso per capire se anche in questi mesi freddi sia possibile cucinare con il sole.

Per approfondire la questione ci siamo fatti aiutare da Nicola Ulivieri. Quarataduenne che abita a Casciano di Murlo (SI), ingegnere in telecomunicazioni, Nicola è un esperto di sole.

Studia e disegna meridiane, come dimostra il suo libro I segreti degli orologi solari. Manuale per leggere, comprendere e progettare meridiane (Progetto cultura, 2009). Cucina con il sole e per un progetto basato sull’utilizzo dei forni solari ha ricevuto di recente il “Premio Siena Carbon Free 2015” della Provincia di Siena. Continua a sperimentare nuovi dispositivi che vanno ad energia pulita.

Nicola, è possibile cucinare al sole anche quando non fa caldo, quindi in questi mesi autunnali e invernali?

Prima di tutto va sottolineato il legame tra calore, che ci arriva sotto forma di onde elettromagnetiche, e irraggiamento solare, perché è proprio l’irraggiamento che permette di scaldare i cibi al sole. Meno importante è invece la trasmissione di calore per convezione, cioè quella, per capirsi che avviene tra l’aria e la pentola. Non possiamo generalizzare troppo questo discorso perché se fuori è molto freddo avremo ovviamente dei problemi a cuocere le nostre pietanze con un forno solare, ma possiamo dire che l’elemento più importante è un bel cielo limpido. Il 16 ottobre 2011, ad esempio, ho fatto bollire senza problemi l’acqua per lessarci i fagioli, con un forno a paraboloide da me realizzato con cartone, nastro adesivo e pellicola riflettente.

A proposito, quali forni solari usi?

 Uso tre tipi di forni solari.

Quelli a parabola satellitare, che permettono di concentrare la luce in una piccola superficie e possono incendiare un bastone istantaneamente. E’ praticamente l’antico specchio ustore di Archimede con il quale, si narra, incendiasse le navi. Non si sa se il racconto sia leggenda o no, ma è comunque certo che il principio della produzione di calore dalla concentrazione della luce in un punto fosse conosciuto già migliaia di anni fa. Per realizzarli, è sufficiente prendere una parabola satellitare del diametro di almeno 70cm e rivestirla con una pellicola riflettente. Si tratta poi di fare un supporto per posizionarla e per poter mettere la moka o altro nel punto di fuoco della parabola.

Un secondo tipo di forno solare è quello a paraboloide, simile al precedente ma con una forma tale da concentrare il calore non in un unico punto ma in una zona centrale più ampia. Questi forni permettono di posizionare una pentola (nera) al loro interno, dove poi possiamo fare la pasta, lessare le verdure o scaldare delle pietanze. Sono forse i più semplici da costruire per conto proprio, con l’utilizzo di materiali di recupero come il cartone.

 Il terzo tipo di forno solare è quello a scatola. In questo si sfrutta l’effetto serra che si ottiene all’interno della scatola grazie alla chiusura con un vetro. I raggi del sole sono concentrati grazie a pannelli laterali che dirigono la luce al centro dove posizioniamo una leccarda nera con il cibo da cuocere. Con questi forni possiamo raggiungere dai 160°C ai 210°C. Anche se sono realizzati con cartone non ci sono pericoli di incendi perché la temperatura per far incendiare il cartone è superiore.

Lo scorso novembre hai partecipato alla raccolta delle olive e hai usato il forno solare per preparare il pranzo. Raccontaci com’è andata.

La raccolta delle olive è molto impegnativa e il forno solare si è rivelato di grande utilità. Si tende infatti troppo spesso a ritenere utili e fondamentali solo gli stessi tradizionali metodi di cottura, come il gas e il forno elettrico, mentre i metodi alternativi vengono visti come semplici curiosità, “vezzi” o perdite di tempo.

Durante la raccolta delle olive, invece, dove le persone lavorano nei campi e non hanno a disposizione una cucina per prepararsi una pietanza calda, non ci sono molte alternative al panino o altri cibi freddi. Con il forno solare invece, ho potuto mettere un barattolo di zuppa di funghi congelata al sole, senza nessun bisogno che qualcuno si preoccupasse di controllare se il fuoco si spegneva, se attaccava al fondo, se bruciava o altro. Niente di tutto questo, la zuppa si è scongelata da sola e alla fine ha iniziato anche a bollire troppo presto: il cielo era, infatti, perfettamente limpido e dopo solo un’ora la zuppa era già calda e ho dovuto toglierla dal sole per non lasciarla 2 ore a bollire. Non me l’aspettavo. Va detto che in questi forni il cibo non si attacca al fondo perché la cottura è uniforme in tutta la pentola. A fine pasto ho poi fatto il caffè con la moka. Sono bastati solo 5 minuti per una caffettiera da 4 persone.

Quali altri esperimenti pensi di fare?

Vorrei costruire un grill solare con un motorino azionato dal sole, così da avere una serie di strumenti per diversi tipi di cottura e poter utilizzare poi il più adatto nelle diverse occasioni. Vorrei anche utilizzare delle parabole più grandi (quelle attuali sono di circa un metro quadrato di superficie) per avere più potenza e vedere di quanto si possono ridurre i tempi di cottura, oltre a poter cuocere sicuramente anche di inverno. Poi vorrei fare un essiccatore solare visto che a casa ne abbiamo bisogno per la frutta. Però, per un po’ rimarranno come sogni visto che il tempo libero è sempre poco. Per ora sono già contento di aver fatto queste esperienze e, in poco tempo, aver realizzato anche degli eventi con Slowfood Siena e l’Associazione Culturale di Murlo.

Orologi solari, forni solari, grill e essicatori solari. A quando risale questa passione per il sole?

La mia passione è nata in due momenti. Il primo è legato agli orologi solari e nasce con una “sorpresina” trovata nelle merendine quando ero piccolo. Il caso volle che una di quelle “sorpresine” fosse una piccola meridiana tascabile che riuscì a scatenare la mia curiosità e, non subito, ma dopo anni, mi prese la voglia di capire come funzionassero questi strumenti.

L’altro momento di “passione solare” nasce circa tre anni fa grazie al mio amico Simone Bazzotti che è il vero precursore dell’uso dei forni solari nella mia zona. Già da alcune settimane mi diceva di passare a trovarlo perchè voleva mostrarmi queste sue realizzazioni. Alla fine mi decisi a passare da casa sua e mi mostrò, oltre ai forni, anche il ciambellone che aveva cotto con uno di essi. Rimasi folgorato, dovevo farli anche io e così, grazie a Simone che mi passò tutti i particolari per realizzarli, dopo pochi giorni avevo già fatto quello a paraboloide. Da allora ho creato la pagina Facebook Forni Solari e sono riuscito ad organizzare qualche evento come quello in collaborazione di Slow Food Siena dello scorso luglio.

Fonte foto: Forni Solari

 


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