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Il couchsurfing: modo economico ed ecologico per dormire in giro per il mondo!

In un’ottica di risparmio e decrescita, anche durante i nostri viaggi dobbiamo e possiamo essere in grado di ridurre le nostre emissioni e non esagerare con gli sprechi. La prima cosa che mi viene in mente, se penso agli alloggi in albergo, è la necessità di usare gli asciugamani in bagno per più di un giorno, anche per tutto il soggiorno, e non buttarli via – lasciandoli a terra, per essere cambiati – ogni mattina.

Ma un modo ancora più economico ed ecologico è: portarvi l’asciugamano da casa e fare couchsurfing.

I viaggiatori esperti non possono non conoscere questa modalità di alloggio, mentre gli amanti delle comodità e degli hotel forse non ne hanno mai sentito parlare.

Il couchsurfing è la modalità di alloggio a casa di altre persone, viaggiatori come voi, che ospitano gratuitamente altri viaggiatori all’interno di una comunità sempre più viva e vivace.

Il sito di riferimento è www.couchsurfing.org: ci si iscrive gratuitamente (si paga solo per diventare un utente “verificato” e, dopo aver compilato tutti i campi, si può cercare in tutto il mondo persone disposte a “dividere il divano”, la camera o offrire un letto. 

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Voi, da parte vostra, dovete dire se ospitate (sì, no, forse, non ora) e qualcosa di dettagliato su di voi. In questo modo, se avete bisogno di un tetto e non volete andare in albergo, potete trovare persone ai quattro angoli della terra disposte a ospitarvi. È una modalità di viaggio originale e diversa, che ha alla base un rapporto di fiducia importante, in una società come la nostra dove si tende sempre a dubitare degli altri.

In tutto questo ci ritrovo un messaggio fortemente ecologista, in quanto in questo modo si offre a tutti la possibilità di conoscere la propria terra, in modo economico e soprattutto senza sprechi. E poi è sicuramente un modo per socializzare con altre persone, se si va all’estero poi, avere un parere sincero su cosa visitare e cosa no… insomma, i vantaggi sono tanti, basta aver fiducia nell’altro e avere voglia di conoscere il mondo.


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